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QUANTI MODI DI FARE E RIFARE:MOSTACCIOLI DI CIOCCOLATO

Buongiorno!

Le cucine dei quanti a dicembre

 

farina, mandorle, cioccolato. dolci, dolci tipici, zucchero

 

sono in fervore,

le festività si avvicinano e allora

eccole già da adesso indaffarate

a preparare golosità per tutti.

Ed oggi 6 dicembre festa

di Sant Nicola, il prima della lunga

serie che porta doni a bambini,

sono a cucinare i Mostaccioli al cioccolato

dolcetti natalizi tipici della cucina

partenopea e la ricetta ci è gentilmente

pervenuta da Vicky de Arte in cucina”

Io non li fatti ripieni  e non

sono nemmeno gluten free,

ecco la mia modesta rielaborazione

La ricetta originale la trovate qui

 

farina, mandorle, cioccolato. dolci, dolci tipici, zucchero

Ingredienti:

350 grammi di farina di grano saraceno

100 grammi di farina di mandorle

50 grammi di fecola di patate

200 grammi di mandorle pelate e tostate a pezzettoni

400 grammi di zucchero

6 grammi di ammoniaca (si può omettere)

1 succo di arancia

180 grammi di acqua calda

15 grammi di pisto

(in mancanza: 12 chiodi di garofano,

mezzo cucchiaino di noce moscata,

mezza stecca di cannella, anice stellato,

 1/2 cucchiaino di cannella in polvere)

Per la copertura:

200 grammi circa di cioccolato fondente

acqua

Procedimento:

Impastare tutti gli ingredienti fino ad ottenere

una palla morbida non appiccicosa,

 se serve aggiungete un po’ di farina.

Lasciate riposare circa 15 minuti.

Stendere l’impasto e ritagliate le forme, io quadrati,

 cuocete in forno a 180 gradi per 15-20 minuti.

Sfornare, lasciare raffreddare e coprire

con il cioccolato sciolto sul fuoco con acqua,

quindi decorate con codette colorate.

 

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Buonissimi! fanno buona compagnia
davanti alla televisione o leggendo un libro
oltre che accompagnare la tazzina di caffè
a fine pasto.
E per la prima ricetta del 2013
saremo ne “La casa di Artù”
per gustarci in compagnia i Baci di Dama

 

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Allora al 6 gennaio 2013

per chiudere in dolcezza le festività

e per aprire in dolcezza la cucina

dei quanti del 2013!

 

QUANTI MODI DI FARE E RIFARE: LA FOCACCIA DOLCE DELLA SCIURA MARIA

Eccomi per l’appuntamento di settembre

con quanti “modi di fare e rifare”.

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Indecisa fino all’ultimo giorno

se partecipare o no, causa

problemi vari che mi hanno tenuto

anche lontana dai vostri blog

nonché dal mio, alla fine

ho deciso per la partecipazione

e non me ne pento la ricetta

è a dir poco favolosa.

E’ una ricetta da perder di vista

e fare e rifare tanto è buona.

Non ho fatto grandi cambiamenti

ho solo aggiunto 3 cucchiai di liquore

all’amaretto per aromatizzare

il resto come da ricetta ho solo aumentato

le dosi.

Siamo state ospitate da Vittoria del blog

blog Semplice Semplice

dove trovate la ricetta orignale.

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Ingredienti:

250 gr di farina tipo 0

250 gr di farina tipo 00

5 di mela royal gala a pezzettini

150 di uvetta

2 cucchiaio di olio

7 gr  di sale

1 bustina di lievito di birra

2 cucchiaino di zucchero per l’impasto

3 cucchiai di liquore all’amaretto

circa 250 gr di acqua

burro e zucchero per la copertura (circa 50 gr di burro e 2 o 3  di cucchiai di zucchero)
Procedimento:

non avendo la planetaria, ho impastato a mano.

Mischiare le fari e con il lievito e i 2 cucchiaini di zucchero,

fare una fontana e aggiunge e metà quantità di acqua,

quindi le mele a pezzettini con l’uvetta ammollata e il

liquore e impastare aggiungendo altra acqua se necessario

per ottenere un impasto morbido.

quindi far lievitare 2 ore al calduccio.

Foderare una teglia di 30 cm con carta

Forno, stendere con cura la pasta

perchè è morbidissima,

quindi cospargere la superficie con il

burro e zucchero e far lievitare di nuovo per 1 ora

Far cuocere in forno caldo a 200° per 15 minuti

e a 180° per altri 30 minuti o finché

la superficie non è bella dorata

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mi raccomando fatela vi conquisterà!

l’appumento per il 6 di ottobre è a casa di:

Come un fiore di rosmarino

con le Palline di semolino

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sarò di nuovo latitante nei prossimi

giorni scusatemi

arrivederci Luisa

QUANTI MODI DI FARE E RIFARE: MINI CIAMBELLINE DEMODE CON GIULEBBE

Eccomi per il mio personalissimo

secondo appuntamento con

la cucina dei “Quanti modi di fare e rifare”.

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Per la ricetta di oggi siamo stati ospitati

nella cucina di Emanuela del blog

Pane, burro e alici”.

Queste particolari ciambelline

sono dei dolcetti tipici

che una volta venivano serviti

nel buffet familiari delle cerimonie.

Ho seguito la sua ricetta per filo e per segno

realizzandola con dosi inferiori

e con una piccola modifica dettata

dalla necessità non avendo in casa

uova di dimensioni normali.

La ricetta di Emanuela la trovate qui

 

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Ingredienti:

Per l’impasto
2 uova grandi + un poco di acqua q.b.
30 gr di burro
300 gr di farina 00
 

Per il giulebbe
200gr di acqua
200 gr di zucchero
la buccia di 3 limoni grattugiata
 

Procedimento:
Su di una spianatoia impastiamo molto bene

tutti gli ingredienti indicati.

Ricaviamo dei filoncini come

se dovessimo fare gli gnocchi

e diamo forma alle ciambelline.

Le lessiamo in acqua bollente:

aspettiamo circa 5 minuti da quando l’acqua

 riprende il bollore prima di scolarle.

Possiamo lessarne un po’ alla volta  per evitare

che la temperatura dell’acqua scenda troppo

e impieghi tempo prima di ribollire.

 Mentre svolgiamo questa operazione le prime ciambelline

che avremo tolto dall’acqua le metteremo in una ciotola,

tranquillamente le une sulle altre,

coperte da un panno per evitare

che si formi la crosticina.
Quando avremo finito di lessare disporremo le ciambelline

in un solo strato su una placca da forno e

le cuoceremo per 35 minuti a 180° ventilato.

 Devono avere un colorito dorato.
Prepariamo il giulebbe.

Facciamo bollire l’acqua con lo zucchero:

lo sciroppo deve ridursi di almeno la metà,

è pronto quando fila ed ha assunto un colore dorato,

ma non è ancora caramello.
A questo punto possiamo procedere con l’ultimo passaggio:

mettiamo sul fuoco una teglia

(tipo quelle da forno in alluminio che

possono andare anche sulla fiamma)

a fuoco moderato, vi disponiamo parte delle ciambelline,

diciamo un terzo, con un paio di mestoli di sciroppo

di acqua e zucchero e un terzo della buccia del limone.

 Le rimestiamo (non preoccupatevi, non si rimpono!)

con due cucchiai di legno fino a che il giulebbe

e il limone avranno aderito alle ciambelline.
Procediamo allo stesso modo fino ad esaurimento.

Le disponiamo man mano su una spianatoia

di legno per farle raffreddare.

 

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Concordo con Emanuela

sono facilissime da fare.

Ho aggiunto un poco di acqua

perché avendo in casa uova

di dimensioni grandi

metterne tre sarebbero stati troppi.

Sono talmente buone che sono andare

a ruba, anche se sarebbe

meglio mangiarle il giorno dopo.

Riposando guadagnano nei sapori;

quelle poche avanzate

il giorno dopo erano migliori

si sentiva meglio il profumo del limone.

 

Ed ora al prossimo appuntamento

il 6 settembre

che sarà nella cucina di Vittoria

del blog “Semplice Semplice

con la Focaccia della sciùra Maria

 

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