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TORTA AL LIMONCELLO

Buona domencia a tutti!

Finalmente oggi posso concedermi

un po’ di tempo da dedicare

al blog. Questa settimana

è stata a dir poco pazzesca piena di impegni

e di ritmi veloci che a dirla tutta io non amo proprio.

Il lavoro ha chiesto più tempo de previsto

con tempi serrati, il telefono squillava all’impazzata

senza concedere un attimo di tregua

e come non bastasse mi ero totalmente dimenticata

che dovevo accompagnare mio padre a dei controlli medici.

I controlli medici per fortuna sono andati bene

Non necessita più della visita semestrale o annuale

dall’oncologo e questo mi rende felicissima

dopo 4 anni di tensioni e paure.

Da questa introduzione avrete capito che

non ho cucinato per niente; i pranzi e le cene

sono state preparate amorevolmente dalla

mamma, ma avevo nell’archivio questa ricetta

semplice e buonissima

che ho preparato alcuni gironi fa,

non volevo pubblicarla perché

la foto è bruttina

ma se non vi lasciate condizionare dalla

foto provatela e una torta sofficissima.

airon 2010 003 copia.jpg

Ingredienti:

180 gr di burro

180 gr di zucchero

5 uova

340 gr di farina

1 limone: buccia e succo

1 bustina di lievito

2 pizzichi di sale

2 cucchiai di limoncello

Procedimento:

in una ciotola montate a crema il burro

con lo zucchero e la scorza grattugiata del limone.

Unite un uovo alla volta, la farina setacciata con il

lievito, il sale, il succo del limone e i cucchiai di limoncello.

Versate il composto in uno stampo imburrato e infarinato,

livellate la superficie e infornate in forno caldo a 180°

per 45 minuti, fa sempre fede la prova stecchino.

Se vi và quando è fredda spolverate

con del zucchero a velo.

 

E soffice e buonissima l’interno si scioglie in bocca!

PANADA ovvero Pancotto

Sono tornata! Finalmente l’influenza

regalatami dai giorni freddissimi della merla appena

passati se ne è andata….e sono pronta

per vivere febbraio il mese più allegro dell’anno per via del

carnevale che possiede quasi sempre tra i suoi giorni.

Sto girovagando tra i vari blog tempo lavorativo permettendo

e mi accorgo che oltre a golose ricette, ci sono tante racconte in atto

a cui vorrei partecipare speriamo solo che volere si coniugi con potere

staremo a vedere….per il momento partecipo certamente alla raccolta

di Vale de Mangia e bevi per altro molto interessante

IL PANE SECCO… NON SI BUTTA; è si, è proprio un peccato buttare il pane

quando nel mondo ci sono milioni di bambini che muoiono di fame…

Questa per la verità è un piatto poverissimo e che sicuramente

quasi tutte le regioni italiane hanno la propria versione…io vi lascio

la mia versione quella che ho sempre mangiato fin bambina, perchè

dovete sapere che questo piatto era la merenda che mangiavo

da piccina nei primi anni sessanta quando le merendine erano poco diffuse…

crescendo continuo a mangiarlo in inverno semplicemente

perchè mi piace…..

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Ingredienti per 2 persone
150 gr di pane secco fatto a pezzi grossolani
2,5 l di brodo vegetale
1 pezzetto di burro
1 uovo
formaggio grattugiato
sale q.b.
Procedimento:
Mettere in casseruola il pane fatto a pezzi, versare sopra il brodo vegetale
 (volendo si può usare anche il brodo di carne) caldo, porre sul fuoco
e cuocere a fuoco basso finchè il pane non
si disfa diventando una crema.
Spegnere il fuoco, regolare di sale aggiungere il burro
e l’uovo mescolare velocemente per
non cuocere l’uovo versare nel piatto
e aggiungere il formaggio grattugiato a piacere.
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Un piatto semplice buono e antispreco…
il pane è l’alimento più prezioso della terra
con l’acqua perciò non buttiamolo….sarebbe “un peccato mortale”
con questa ricetta partecipo alla raccolta di Vale
pane secco non si butta.jpg

qui trovate il regolamento
partecipo anche con questa ricetta

COTECHINO CON LENTICCHIE DI CASTELLUCCIO

Piatto ricco di sapori e di tradizioni

che non può mancare sulle nostre tavole

per festeggiare l’arrivo del nuovo anno.

Per questo piatto ho unito due prodotti

tipici della nostra bella Italia, il cotechino

naturalmente bergamsco e le lenticchie di Castelluccio

di Norcia le mie preferite; per almeno 3 motivi:

 sono piccole, non necessitano dell’ammollo e tengono

perfettamente la cottura. Consentitemi però 2 parole

sul cotechino della mia terra bergamasca che reputo buonissimo

ma si sa tutti amano i propri prodotti:

Da Buona Lombardia

La denominazione di Cotechino è legata al termine cotica con cui s’indica la cotenna ovvero la pelle del maiale utilizzata nella lavorazione di questo prodotto.
È prodotto con lo stesso impasto dello zampone, costituito da carne di maiale grassa e magra, inserito nel budello anziché nella zampa, e per questo prende il nome di cotechino.
La preparazione del Cotechino alla bergamasca è di solito successiva a quella del salame, ed è per questo che sono utilizzate le carni rimaste dalla lavorazione precedente.
Si tratta di parti miste del maiale, più grasse che magre. Come per la maggior parte degli insaccati, il Cotechino alla bergamasca è ricco di proteine e di grassi, con un apporto calorico pari a 390 kcal per 100 grammi di prodotto.

 Modalità produttive
Il Cotechino alla bergamasca si prepara con carni poco pregiate, di solito rimaste dopo la lavorazione del salame. La carne deve essere mondata dalle sue parti nervose e dure, prima d’esser macinata a grana fine. Nello stesso momento si prepara anche la cotenna del maiale, pulendola dalle setole prima di lavarla e macinarla. Si uniscono le cotenne all’impasto di carne e si aggiunge una miscela di sale e spezie. Si mescola l’impasto con una modesta quantità di vino aromatizzato con aglio, senza lasciarlo in infusione.
L’insacco avviene con l’uso di vescica o budello naturale e si procede infine alla fase di legatura, quasi sempre a mano.

Ora mi corre l’obbligo anche di dire 2 parole sulle lenticchie:

Da Famiglia Cristiana

Le lenticchie, al pari degli altri legumi, sono un’eccellente fonte di proteine, la cui qualità non sfigura rispetto a quelle della carne; in più, non hanno grassi né colesterolo. Contengono parecchia fibra, in grado di contribuire all’abbassamento dei livelli di glucosio e di colesterolo nel sangue. Le lenticchie sono amiche della linea: solo 90 calorie in un etto. E sono i legumi più digeribili.L’abbondanza di proteine, insieme alla presenza di acidi grassi polinsaturi della serie Omega 3, amici del cuore, contraddistingue anche la frutta secca in guscio, ricca di vitamine: A che protegge la vista e stimola lo sviluppo dei tessuti; quelle del gruppo B che favoriscono i processi metabolici; la E che frena il declino mentale e mantiene la pelle elastica. Articolato è l’assortimento dei minerali: calcio che fa bene alle ossa; ferro che risolleva gli anemici e i depressi; potassio che allevia la fatica e contrasta l’azione del sodio (trattiene i liquidi); magnesio che facilita la produzione della serotonina, l’”ormone del buonumore”; selenio che aiuta il sistema immunitario a combattere le infezioni e il degrado cellulare.

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Ingredienti per 6 persone:
1 cotechino bergamasco dal peso di 1 kg e mezzo
500 gr di lenticchie di Castelluccio
1 cipolla
2 coste di sadano
1 carota
1 spicchio di aglio
2 foglie di alloro
2 foglie di salvia
1 cucchiaio di polpa di pomodoro
olio evo
sale e pepe q.b.
Procedimento:
Bucherellare il cotechino con un stuzzicante
per non far rompere il budello durante la cottura,
immergere il cotechino abbondante acqua e lessarlo
per circa 3 ore a fuoco basso. Io ho usato la pentola a
pressione e dal fischio 30 minuti sempre a fuoco a basso.
In un tegame far rosolare in olio evo la cipolla, le coste
di sedano e la carota con lo spicchio d’aglio, dopo averli puliti e
tritati finemente. Quando sono rosolate aggiungere le lenticchie
le foglie di alloro con le foglie di salvia, il cucchiaio di
polpa di pomodoro e insaporire per alcuni minuti.
Salare e pepare.
Aggiungere dell’acqua calda e portare a cottura le lenticchie
ci varranno circa 60 minuti…
regolare se necessario di sale e pepe…e servire immediatamente
con il cotechino caldissimo.
Con questa ricetta ben augurante auguro a tutti
BUON ANNO
A risentirci dopo la Befana!